C'è una grande consolazione nella monotonia. Le abitudini servono a cullare gli animi che non hanno nessun abbraccio che li riscaldi. Il mondo si ripresenta sempre uguale, non è troppo doloroso, non aggiunge sofferenze inattese, non pungola con inspiegabili desideri. Tu fatichi a sopportare te stessa.Da quando, 5 mesi fa, sono diventata mamma, mi sembra di privilegiare più o meno inconsciamente libri che parlano della maternità nei suoi differenti aspetti o forse mi trovo a cogliere maggiormente questo tema e ad essere più sensibile ad esso anche laddove non sia preponderante.
Dopo Accabadora di Michela Murgia, la mia scelta all'interno della pila di libri in attesa di essere letti posta sul bracciolo del divano di casa è caduta su Stabat Mater di Tiziano Scarpa, Premio Strega 2009.
Il romanzo ha la forma di una lunga e sofferta lettera che a più riprese, notte dopo notte, Cecilia, un'orfana sedicenne dell'Ospitale - l'Ospedale della Pietà di Venezia - scrive alla Signora Madre, la mamma che l'ha abbandonata. Cecilia, più che raccontare fatti, si abbandona ad un flusso di coscienza che spesso rasenta l'onirico ed il fantastico, come preda di una febbre o di un'estasi mentre scrive. La fanciulla si tormenta a causa della propria condizione di orfana, interrogandosi sull'abbandono e sulla figura materna, di cui non conosce nulla. Cecilia del mondo conosce solo solo l'orfanotrofio, le suore, le compagne ed il maestro di musica, Don Giulio. Deposto dal suo incarico, il vecchio e stanco sacerdote è sostituito da un nuovo e più giovane maestro di violino nonchè brillante compositore: Antonio Vivaldi. Grazie alla musica di Vivaldi, qualcosa muta nell'animo di Cecilia e le darà la spinta per prendere in mano la propria vita, riconsegnandosi a se stessa e andando incontro al suo destino.
Stabat Mater è un romanzo storico: Vivaldi ha veramente insegnato presso l'Ospedale della Pietà di Venezia e per le sue allieve ha composto numerosi concerti e musiche sacre.
Mi sono ricordata che diversi manuali di puericultura suggeriscono alle mamme di far ascoltare musica classica ai neonati. Il musicista ricercatore Don Campbell sostiene che le musiche di Mozart e di altri compositori siano le più adatte a favorire lo sviluppo di nuove connessioni neuronali grazie a simmetrie e modelli ricorrenti che integrano le funzioni dei due emisferi cerebrali. Non è un caso se nell'elenco delle musiche suggerite per il primo anno di vita trovano posto anche il concerto per violino in la minore e il Largo del concerto n. 15 per chitarra e archi in re maggiore di Vivaldi.
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