mercoledì 23 dicembre 2009

Stella del Mattino – Wu Ming 4

‘Dove si poteva andare dopo un cataclisma come quello? Alla fine della lunga notte sarebbe sorta una stella del mattino a indicare la via?’

‘Salve, Lucifero, messaggero dell’alba, e torna presto come Vespro, per riportare in segreto colei che ora mi rubi’ – Meleagro di Gadara

‘Nella Seconda Lettera di San Pietro apostolo si definisce la parusia come il giorno in cui la stella del mattino si leverà nei nostri cuori.’

Invocazione alla stella del mattino del Crist di Beowulf: ‘Salve, Earendel, il più luminoso degli angeli, mandato agli uomini sulla Terra di Mezzo’

‘Chi è Earendel?’ [...]
‘Per gli antichi sassoni è una personificazione della stella del vespro e del mattino. Per i Cristiani simboleggia il ritorno del Salvatore’

Wu Ming (per esteso: Wu Ming Foundation) è il nome d'arte usato da un collettivo di scrittori formatosi nella sezione bolognese del Luther Blissett Project (1994-1999).
In cinese mandarino "wu ming" significa "senza nome" oppure "cinque nomi" a seconda di come viene pronunciata la prima sillaba. "Wu Ming" è un modo di firmarsi frequente presso i cittadini cinesi che chiedono democrazia e libertà di parola.
A questa scelta si lega anche la particolare posizione degli autori in ordine al diritto d'autore: tutte le opere di Wu Ming sono infatti pubblicate sotto licenza Creative Commons e dal sito ufficiale del gruppo è possibile scaricare i testi anche integrali in qualunque formato ed a scopi non commerciali.
"Wu Ming" è anche un riferimento al terzo verso del Dàodéjīng (Tao Te Ching): "Senza nome è l'origine del cielo e della terra".
Il fatto che il gruppo si chiami "Senza nome" ha spesso generato equivoci sul presunto anonimato dei suoi membri, i cui nomi anagrafici sono invece noti, scritti anche sul sito ufficiale:
• Roberto Bui (Wu Ming 1)
• Giovanni Cattabriga (Wu Ming 2)
• Luca Di Meo (Wu Ming 3)
• Federico Guglielmi (Wu Ming 4)
• Riccardo Pedrini (Wu Ming 5).
Gli scrittori hanno una produzione solista e una produzione collettiva.
Stella del Mattino è frutto del lavoro solista di Wu Ming 4.
La vicenda si svolge a Oxford tra il 1919 e il 1920 ma, attraverso i flash-back relativi ai ricordi di guerra e non, dei protagonisti, viviamo alcuni momenti della loro esperienza al fronte durante la I Guerra Mondiale e della loro vita prima della guerra. L’ambientazione oscilla continuamente tra una piovosa e nevosa Oxford, l’abbagliante e desolato deserto della penisola araba e il fronte.
Il romanzo è suddiviso in tre parti. La prima, Parnasus, Autunno 1919, prende il nome della collina di Boar’s Hill, detta il Parnaso, appunto, abitata da poeti e letterati. La seconda, El Urens, Inverno 1920, si riferisce a Lawrence, il cui nome storpiato viene appunto pronunciato Urens dai locali arabi. Per la terza è stato scelto il nome del Diavolo usato dai pellegrini in viaggio verso la Mecca, Iblis. Iblis è anche uno dei molti nomi di T.E.Lawrence, quello che ne esprime meglio il lato oscuro. La quarta parte, Earendel, Autunno 1920, prende il nome dalla stella del mattino.
Il romanzo prende le mosse dalla figura di T. E. Lawrence, il leggendario ‘Lawrence d’Arabia’, Lord Dinamite, che torna a Oxford, dove il suo mentore Hogarth gli impone come borsa di studio di riscrivere il memoriale andato perduto delle sue imprese durante la rivolta araba contro i turchi di cui fu artefice. La sua opera diverrà famosa col nome di The Seven Pillars.
Lawrence, Ned per gli amici o semplicemente T.E., viene descritto come un irlandese dal corpo piccolo e nervoso, il viso magro dagli occhi azzurri, i capelli biondo paglierino, appartenente ad una famiglia numerosa. T.E., prima di divenire Lawrence d’Arabia, è un archeologo appassionato d’Oriente che il suo professore di Oxford Hogarth invia in Palestina e Libano a visitare le fortezze costiere nella primavera del 1919 (un archeologo prestato alla guerra, dice di sè in un’intervista).
Durante la stesura del suo romanzo, Lawrence si trova costretto a scandagliare a fondo il suo animo tormentato e ambiguo e fare i conti col suo lato oscuro, la sua inadeguatezza, la sua delusione per le speranze tradite degli arabi. Lawrence soffre per il tradimento degli alleati arabi ad opera del governo inglese, il cedimento al ricatto francese e si sente a sua volta raggirato dal governo inglese che, dopo averlo spinto ad impegnare la sua parola con Feisal, lo ha scaricato. Durante il suo soggiorno a Oxford , Lawrence conosce, frequenta e condiziona le vite di tre grandi della letteratura inglese, che all’epoca dei fatti narrati sono tre ragazzi ventenni che ancora non sono riusciti ad elaborare l’esperienza traumatica della guerra: Robert Graves, uno dei più importanti poeti della Great War, autore di I, Claudius e Claudius the God, C.S.Lewis, autore delle Cronache di Narnia, e J.R.R.Tolkien, autore de Il Signore degli Anelli, tra gli altri.
Robert Graves, poeta, sposato con Nancy, dalla quale ha una figlia piccola e un secondo figlio in arrivo, soffre di disturbo da stress post-traumatico: incubi notturni ricorrenti e attacchi di panico. Mentre Nancy rifiuta anche solo di ricordare la guerra ed è proiettata verso il futuro e la normalità, Graves ha evidentemente necessità di più tempo per elaborare l’esperienza e per metterla a fuoco usa proprio i suoi versi. E’ grazie a Graves che Lawrence riesce a finire di scrivere il suo libro.
Clive Staples Lewis, per gli amici Jack, irlandese, ventunenne studente di Lettere Classiche, in guerra perde l’amico Paddy al quale prima di morire promette di prendersi cura della madre, Janie Moore, una quarantenne separata dal marito. Dopo averlo accudito in ospedale, Janie intrattiene con Jack una relazione ambigua. Grazie all’incontro con Lawrence, Jack uscirà allo scoperto, andando a vivere con Janie.
John Ronald Reuel Tolkien, l’infanzia in Sudafrica, poi Birmingham e gli studi a Oxford, dopo aver prestato servizio nei Lancashire Fusiliers durante la I Guerra Mondiale, da esperto filologo lavora come compilatore all’Oxford English Dictionary. Una sera, passando al museo per vedere una collezione di anelli come è solito fare quotidianamente, conosce T.E.Lawrence appena tornato a Oxford. J.R.R.Tolkien è sposato con Edith Mary, da cui ha un figlio, John. Per elaborare l’esperienza della guerra, a causa della quale ancora soffre di allucinazioni, inizia a usare il linguaggio, di cui è profondo conoscitore, per costruire un mondo fatato frutto della sua fantasia, facendo dei mostri che popolano i suoi ricordi, creature fiabesche. Si tratta di una fuga nell’altrove e in altro tempo allo scopo di sopportare un presente fatto di disincanto e ralismo, frutto, non solo del naturale passaggio dalla fanciullezza all’età adulta, ma soprattutto di una nuova consapevolezza acquisita al fronte.
Premetto che non sono una conoscitrice nè della figura storica di T.E.Lawrence, nè della rivolta araba, nè delle precedenti opere di Wu Ming 4 o del collettivo. Per quanto lo consentano le mie conoscenze, posso affermare che il personaggio di Lawrence d’Arabia, indagato sia come uomo sia come personaggio storico, mostra tutta la sua complessità e controversia dovuta alla posizione che assunse durante la rivolta araba e una volta tornato in patria. E’ interessante anche come l’autore ha voluto sottolineare come e quanto la guerra abbia influenzato la vita a le opere dei tre grandi della letteratura inglese, Graves, Tolkien e Lewis. Graves ha fatto della guerra un tema ricorrente nelle sue poesie, Tolkien ha esorcizzato i suoi ricordi rifugiandosi in un mondo fantastico, Lewis, come Tolkien si è dato ai miti nordici. Le prime cento pagine del romanzo richiedono una certa concentrazione per inquadrare luoghi, tempi e personaggi, senza tuttavia risultare faticose, anche se la lettura sarebbe certo agevolata se si conoscessero le biografie e le opere dei quattro personaggi principali del romanzo.


Nota Storica: La Rivolta Araba (1916-1918) [fonte:Wikipedia]
Nel 1916, quando la prima guerra mondiale era in pieno svolgimento, si svolgeva quella che verrà definita nell'area orientale la rivolta araba. Sul fronte africano il Regno Unito tentava di tenere testa e porre un freno alle forze dell'Impero ottomano. In questo contesto, a Londra sembrò cosa utile cercare di sfruttare il malcontento di una parte degli Arabi nei confronti degli Ottomani. La Rivolta Araba fu avviata dallo Sceriffo di Mecca al-Husayn ibn ‘Alī dopo la promessa che gli Alleati avrebbero procurato la completa indipendenza degli arabi dal giogo turco-ottomano qualora gli arabi avessero combattuto contro Istanbul nel Primo conflitto mondiale. In realtà Gran Bretagna e Francia erano intenzionate a spartirsi i domini ottomani una volta che Istanbul e gli Imperi Centrali fossero stati sconfitti. Le forze arabe furono affidate al comando dei figli dello Sceriffo di Mecca, Abd Allāh e Faysal. Il governo britannico in Egitto immediatamente distaccò un giovane ufficiale perché lavorasse con gli Arabi. Quest'uomo era il Capitano T.E. Lawrence. Il maggior contributo di Lawrence alla Rivolta fu quello di convincere i capi arabi (Faysal e Abd Allāh) a coordinare i loro sforzi per sostenere la strategia britannica. Lawrence conseguì la prima importante vittoria il 6 luglio 1917 con la conquista del porto di Aqaba, sul Mar Rosso. Da quel momento, preso il comando del contingente arabo con i gradi di tenente colonnello, e ormai diventato Lawrence d'Arabia, si unì al generale Edmund Henry Hynman Allenby, capo delle forze britanniche in Medio Oriente, giungendo 1919 a Damasco. La vittoriosa campagna di Palestina non porterà però agli uomini di Lawrence e Faysal la tanto sospirata unificazione in nazione araba. Infatti, con gli accordi Sikes-Picot, rispettivamente funzionario inglese e funzionario francese, Francia e Gran Bretagna attribuiranno così i territori conquistati: Libano e Siria, staccati dalle nazioni arabe, verranno posti sotto Mandato francese; la Palestina, la Transgiordania e l'Iraq, sotto Mandato britannico, con l'inizio della colonizzazione del territorio. Agli Arabi toccherà soltanto la penisola arabica, cioè il deserto. Nessun porto sul Mediterraneo nè città di una qualche rilevanza. Deluso dagli eventi post-bellici, dimette dalla carica di consigliere politico degli Affari Arabi giungendo a rifiutare la carica di viceré delle Indie; rifiuta anche la prestigiosa Victoria Cross (per le sue brillanti azioni militari) proprio mentre Sua Maestà stava per consegnargliela, lasciando lo sbigottito sovrano Giorgio V del Regno Unito letteralmente "con la scatola in mano".

www.robertgraves.org
www.wumingfoundation.com

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