‘Vedi quel tale che sta arrivando, laggiù, un po’ più in là, sulla destra?’
‘E’ la grande casa bianca dopo il Municipio? Un po’ più in là sulla destra?’
Il libro della settimana è Un po’ più in là sulla destra di Fred Vargas, alias Frédérique Audouin-Rouzeau, scrittrice francese figlia di una chimica e di un assicuratore che la sera si trasformava in un surrealista, ricercatrice di archeozoologia specializzata in medievistica e sulla peste, e attualmente conosciuta e più o meno amata per essere amica dell’ex terrorista Cesare Battisti.
Premetto che adoro le saghe. Come molti accaniti lettori mi affeziono ogni volta ai personaggi dei libri che leggo e provo sempre un certo senso di abbandono quando le pagine finiscono e bisogna separarsi, quasi come da un buon amico. Le saghe hanno il vantaggio di farci ritrovare i personaggi che abbiamo amato e con i quali abbiamo condiviso tante ore, nel mondo reale, e tante avventure, in quello della finzione letteraria. Quanto ho camminato per la Grecia con l’Aristotele detective della Doody e quanto ho amato Mikhail Blokvist e Lisbeth Salander della Millennium Trilogy!
Ho già letto buona parte delle opere di Fred Vargas e appena ho saputo che Einaudi aveva pubblicato una sua nuova opera, mi sono adoperata per acquistarlo. Ma quando ero in libreria, scorrendo i titoli dell’autrice, mi sono accorta che nella mia libreria mancavano all’appello due titoli oltre a quello appena pubblicato! Ho dunque acquistato Un po’ più in là sulla destra, Nei Boschi Eterni e il più recente Scorre la Senna. Questo post è dedicato a Un po’ più in là sulla destra e alla saga degli Evangelisti.
In Un po’ più in là sulla destra tornano i protagonisti di Io sono il Tenebroso (che racconta l’episodio del killer delle forbici) e di Chi è morto alzi la mano (che racconta di due omicidi che ruotano attorno alla figura dell’attrice di teatro Sophia Siméonidis). Cronologicamente i fatti si collocano sei mesi dopo quelli esposti in Chi è morto alzi la mano.
Riconosciamo subito Marthe, una ex prostituta di 70 anni, che in passato fu la più bella del V arrondissement di Parigi. Nella vicenda del killer delle forbici, ritrova Clemènt, da lei cresciuto ed istruito come un figlio quando era bambino. Lasciata la stanza dalle parti di Place de la Bastille, in questo romanzo vive per strada.
Uno dei personaggi principali è Louis Kehlweiler, detto Ludwig o il Tedesco, per l’aspetto duro che a tratti assume il suo viso, un uomo di 50 anni, alto, con bel volto, occhi verdissimi contornati da ciglia scure, zoppo per via di un ginocchio messo fuori uso nel rogo di un albergo di Antibes preso di mira dal racket. Ludwig è un tipo placido, un treno lento con i freni rotti, maestro del dubbio e della confusione, il ‘maitre a penser dell’incasinamento’, nemico della perfezione, non incline a giudizi avventati. E’ un ex poliziotto che si definisce ‘sminatore’, cioè cacciatore di uomini di pietra dai pensieri mefitici. Ha scelto come inseparabile compagno il rospo Bufo, che porta sempre con sè in tasca, perchè ha la tipica aria stralunata degli anfibi, come distaccata dalla futilità di questo mondo, e perchè lo lascia chiaccherare senza interrompere senza mai chiedergli conto di niente. Ludwig pedina i sospetti appostandosi sulle panchine di Parigi alle quali ha attribuito un numero. Durante uno dei suoi appostamenti ritrova un osso umano sulla griglia dell’albero della panchina 102 in Place de la Contrescarpe. Da questo ritrovamento ha inizio un nuovo caso per risolvere il quale si avvale della collaborazione degli Evangelisti (Marc e Mathias in particolare). Essi sono tre storici o studiosi del Tempo, tre intellettuali falliti dal punto di vista economico, che cercano di unire gli sforzi prendendo casa insieme – la Topaia - accanto a quella di Sophia Siméonidis. Il più centrale dei caratteri è Marc Vandoosler, medievista come Fred Vargas, un giovane di 36 anni, molto magro, tutto in nero, dall’abbigliamento ai colori del viso, estremamente ansioso e nervoso, di un’oscillante emotività ma tenace, curioso e che finisce sempre ciò che ha cominciato. ‘Austerità e lustrini’ dicono di lui. Abbandonato dalla moglie, colleziona amori disperati. In questo nuovo romanzo è sentimentalmente solo, disoccupato, in attesa di un lavoro part-time alla biblioteca comunale. Egli ogni giorno si reca nel bunker di Kehlweiler per leggere, ritagliare e catalogare tutte le notizie locali e nazionali che gli risultino sospette o equivoche. Segue Louis nella Bretagna profonda, a Port-Nicolas, per aiutarlo a sciogliere l’enigma che sta dietro all’osso umano ritrovato.
Con Marc nella topaia vivono Mathias Delamarre, studioso di preistoria, un gigante biondo, solitario e silenzioso, insofferente all’abbigliamento, che ama stare nudo come un vero e proprio cacciatore-raccoglitore della preistoria, e Lucien Devernois, storico della Grande Guerra, estroso e bevitore. I tre vengono soprannominati Evangelisti e chiamati San Marco, San Luca e San Matteo dallo zio-padrino di Marc, Armand Vandoosler, un ex commissario cacciato dal Ministero degli Interni per aver lasciato scappare un assassino. Marc, Mathias, Lucien e Vandoosler il Vecchio occupano la topaia disponendosi in ordine cronologico: dal magma primordiale del refettorio comune al pian terreno, alla preistoria di Mathias al primo piano, al Medioevo di Marc al secondo, alla Prima Guerra Mondiale di Lucien al terzo, fino alla contemporaneità ‘vicino al cielo’ ovvero la decadenza di Armand nel sottotetto.
E’ per la caratterizzazione dei personaggi più che per la storia in sè che trovo piacevole leggere i romanzi della Vargas. I suoi gialli non sono truculenti come quelli di Patricia Cornwell, non c’è spargimento gratuito di sangue, nessuna violenza fine a sè stessa, nessun compiacimento dei particolari macabri, e talvolta se ne intuisce la soluzione. Fred Vargas stessa si definisce l’anti Patricia Cornwell: a differenza dei romanzi di Key Scarpetta in cui le trame sono estremamente complicate e macchinose, la Vargas ritiene che i delitti nella realtà siano sempre qualcosa di semplice.
Trattandosi di un giallo, non intendo soffermarmi sulla trama, sui sospettati e sul colpevole, sarebbe irriguardoso nei confronti dei futuri lettori!
Un’ultima nota. Le ultime opere scritte da Fred Vargas sono le migliori ma, essendo le prime state pubblicate molti anni dopo, mischiate alle più recenti, fate attenzione a seguire l‘ordine cronologico di stesura o rischiate di avvertire un netto stacco e anche un po’ di delusione. Un po' più in là sulla destra, ad esempio, è stato scritto e pubblicato in Francia nel 1996 ma in Italia Einaudi l’ha pubblicato solo nel 2008!
Elenco di seguito i nove romanzi in ordine di data di pubblicazione dell’originale (percorso di lettura consigliato):
1991 L'homme aux cercles bleus L'uomo dei cerchi azzurri
1995 Debout les morts Chi e' morto alzi la mano
1996 Un peu plus loin sur la droite Un po' piu' in la' sulla destra
1997 Sans feu ni lieu Io sono il Tenebroso
1999 L'homme a' l'envers L'uomo a rovescio
2001 Pars vite et reviens tard Parti in fretta e non tornare
2004 Sous les vents de Neptune Sotto i venti di Nettuno
2006 Dans les bois eternels Nei boschi eterni
2008 Un lieu incertain Un luogo incerto
2009 Coule la Seine Scorre la Senna
Non (ancora) pubblicati in Italia:
1986 Les jeux de l’amour et de la mort
1994 Ceux qui vont mourir te saluent
2000 Les quatre fleuves
Les jeux de l’amour et de la mort e Ceux qui vont mourir te salient non rientrano nè nel filone Adamsberg nè nella saga degli Evangelisti. Les quatre fleuves è una graphic novel il cui protagonista è il commissario Adamsberg.
Einaudi ha pubblicato anche un’opera intitolata Trilogia Adamsberg contenente L’uomo dei cerchi azzurri, L’uomo a rovescio e Parti in fretta e non tornare. Fred Vargas non ha mai inteso i tre romanzi come facenti parte di una trilogia, tanto è vero che non esiste introduzione, nè postfazione. Come appare evidente controllando le date di cui sopra, i tre gialli furono scritti ad anni di distanza l’uno dall’altro e sono perciò diversi per ambientazione e temi. Si tratta insomma di una semplice collezione di tre romanzi dell’autrice.
A breve il post su Nei Boschi Eterni.
giovedì 3 dicembre 2009
Un po’ più in là sulla destra – Fred Vargas
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