martedì 19 gennaio 2010

Un'Inquietante Simmetria - Audrey Niffenegger

Uno è tristezza
Due felicità
Tre un matrimonio
Quattro un figlio
Cinque è malattia
E sei la morte


Il cimitero di Highgate nell'omonimo quartiere londinese torna ad essere l'ambientazione di un romanzo. Da Un Luogo Incerto di Fred Vargas e Quando cadono gli angeli di Tracy Chevalier al Dracula di Bram Stoker e al recente Dorian Gray di Oliver Parker, l'Highgate cemetery è ed è stato una fonte di ispirazione per scrittori e registi e si presta ad essere l'ambientazione ideale sia per romanzi horror e gialli, data la sua natura intrinseca di luogo di sepoltura e soprattutto per la leggenda del vampiro omonimo, sia per romanzi meno tristi e morbosi, perchè Highgate non è un cimitero all'italiana ma un museo a cielo aperto immerso in una natura lussureggiante. Diviso in due da Swain's Lane, lo Highgate cemetery consta di una ala ovest (west wing) aperta nel 1839 e di una ala est (east wing) aperta nel 1854, in piena epoca vittoriana (1837 - 1901). Dall'apertura, in pochi anni Highgate divenne un luogo di sepoltura molto ambito da famiglie aristocratiche, artisti ed intellettuali vittoriani, quasi tutti abitanti del vicino quartiere di Hampstead, che, tanto più erano facoltosi, quanto più facevano realizzare grandiosi monumenti funerari. Highgate fu progettato in modo da rendere piacevole la visita dei parenti dei defunti ed i vittoriani lo frequentavano come fosse un parco, passando attraverso passaggi coperti, aperture neoclassiche, spiazzi ricchi di vegetazione. Alberi, arbusti e fiori crescono ancora oggi spontanei tra le tombe e offrono rifugio ad uccelli e piccoli animali selvatici, come scoiattoli e volpi rosse. Si trattava dunque di un luogo da cui i vivi potevano trarre sentimenti positivi, di pace e serenità, non certo di un luogo orrorifico. Purtroppo all'inizio del XX secolo Highgate finì per trasformarsi, da quel luogo grandioso che era, in un sinistro ammasso di rovine e fu proprio questo aspetto di abbandono e decadimento a suscitare paura e diffidenza nell'opinione pubblica, peraltro sorrette ed alimentate dalla leggenda del vampiro di Highgate.
La west wing di Highgate, più antica e chiusa al pubblico nel 1975, oggi visitabile tramite tour turistici a pagamento, è uno splendido esempio di cimitero monumentale gotico, attualmente iscritto dall'English Heritage come monumento di II grado nel registro di Parchi e Giardini, la cui manutenzione viene curata dall'associazione di volontari Friends of Highgate. Nella west wing suscitano particolare interesse l'Egyptian Avenue, un corridoio di tombe in stile egiziano cui si accede passando attraverso un faraonico arco fiancheggiato da due colonne per lato con fiori di loto per capitelli, proseguendo per il quale si arriva al Lebanon Circle, con loculi disposti a forma circolare sovrastati da un enorme cedro del Libano, preesistente al cimitero, fino alla Terrace Catacombs, che sovrasta la collina. Nella zona ovest di Highgate riposano tra gli altri Karl Marx, il cui celebre busto commemorativo si trova all'ingresso dell'ala est, lo scienziato Michael Faraday, il pioniere del cinema William Friese-Green e la scrittrice George Eliot. La east wing, più recente, è tutt'ora usata per le sepolture ma da un punto di vista storico-artistico e scenico è meno interessante. E' nella zona ovest che nasce la leggenda del vampiro di Highgate, che ancora oggi suscita suggestioni gothic/dark su scrittori e registi ma anche su turisti e curiosi ed è stata purtroppo oggetto di atti vandalici atti a deturpare le tombe. Audrey Niffenegger, autrice di Un'inquietante Simmetria, si era recata per la prima volta ad Highgate nel 1996 e ne era rimasta turbata. Anni dopo pensò prorio a questo cimitero londinese per lo sfondo della trama del romanzo cui stava lavorando e si mise in contatto con la presidente dell'associazione Friends of Highgate, Jane Pateman, a cui ha poi dedicato l'opera e alla quale l'autrice si è ispirata per uno dei personaggi, Jessica Bates. La Niffenegger iniziò così a frequentare il cimitero, di cui divenne, ed è ancora, guida turistica, proprio come il personaggio di Robert Fanshaw, che ella definisce come un suo proprio surrogato. Audrey Niffenegger deve la sua fama al suo primo romanzo, il best seller da più di 4 milioni di copie tradotto in 36 lingue, La Moglie dell'Uomo che viaggiava nel Tempo, i cui protagonisti, una giovane artista, Clare, ed il marito Henry sono costretti ad un amore travagliato dalla crono-alterazione di cui soffre Henry, una rara malattia genetica. Il romanzo ha visto accrescere ulteriormente la sua popolarità dopo che Brad Pitt e Jennifer Aniston, acquistati i diritti, ne hanno realizzato una trasposizione cinematografica, in Italia distribuita con il titolo Un amore all'improvviso. Un'Inquietante Simmetria è il secondo romanzo della Niffenegger e, come il primo, ha avuto una lunga gestazione. In esso cogliamo gli echi delle ghost stories, della letteratura gotica e fantastica, da Henry James a Charles Dickens, da Edith Wharton a Wilkie Collins fino ad Edgar Allan Poe. Il romanzo prende le mosse da Vautravers, la casa londinese su Highgate Hill - e dunque limitrofa al cimitero - che le due sorelle gemelle ventenni di Chicago, Julia e Valentina Poole, ricevono in eredità dalla quarantaquattrenne zia Elspeth Noblin prematuramente defunta. La madre di Julia e Valentina, Edwina, ed Elspeth erano anch'esse sorelle gemelle. Il personaggio che maggiormente mi ha colpito però è Martin, che nell’idea iniziale dell’autrice doveva essere il punto nevralgico attorno al quale sviluppare il romanzo. Martin è un nevrotico ossessionato da igiene e pulizia e i cui comportamenti compulsivi sfociano in rituali. Segregato in casa dal terrore di essere contaminato, usa la moglie come emissario nel mondo, finchè ella, esasperata, si trasferisce ad Amsterdam.
Quello che mi aveva colpito della Niffenegger, leggendo un’intervista, è la sua volontà di voler scrivere ‘il romanzo’ e non un romanzo tra tanti, quasi vergognandosi che La moglie dell’uomo che viaggiava nel Tempo fosse divenuto un best seller e poi un film, che peraltro l’autrice non ha mai voluto vedere, perchè per molti critici e lettori questo è sinonimo di romanzo di massa e di poca qualità. Le lunghe gestazioni dei suoi due romanzi, la meticolosità e precisione che impiega nelle descrizioni e caratterizzazioni dei personaggi fanno pensare ad un’erudita che voglia scrivere per una nicchia di lettori, non ad una scrittrice che insegue fama, successo e soldi, come se questi ultimi siano piuttosto un incidente di percorso quasi non previsto. Tutto ciò non può se non farla apparire molto simpatica. Ovviamente le aspettative nei confronti di Un’inquietante simmetria devono essere state percepite dalla Niffenegger come molto elevate e questo deve averla disturbata un poco. Alte aspettative sono anche quelle del lettore che, conoscendo già La moglie dell’uomo che viaggiava nel Tempo, spera il capolavoro sia bissato e che Un’inquietante simmetria sia all’altezza del primo romanzo dell’autrice. Penso che invece questo secondo romanzo non debba essere confrontato col primo ma considerato e apprezzato di per sè. Al di là della trama, il cui plot rispetto a La moglie dell’uomo che viaggiava nel Tempo è certo molto meno articolato ma nondimeno ben strutturato, sono l’ambientazione ed i temi di Un’inquietante simmetria ad essere interessanti. Di Highgate abbiamo già diffusamente parlato, passiamo ai temi: identità, vita dopo la morte, amore che vince la morte e trascende la vita stessa, amore per i cari defunti, rapporto tra sorelle e soprattutto tra gemelle identiche, sconcerto verso la stranezza e l’identicità dei gemelli, amicizia, nevrosi, malattia. Nessuno di questi temi è semplice da affrontare nè ovviamente si offrono risposte ma una particolare e personale visione del mondo, che si colora di tristezza sul finale. Non ho trovato Un’inquietante simmetria particolarmente originale, nè per l’ambientazione spaziale, nè per l’offerta del punto di vista di un defunto divenuto fantasma, forse perchè mi ha ricordato Amabili Resti di Alice Sebold, un’altro romanzo di cui vedremo presto il film. In Amabili Resti il punto di vista di Susie Salmon, una quattordicenne stuprata e assassinata che parla dal suo paradiso personale, è più struggente, carico di voglia di giustizia e verità mentre in Un’inquietante simmetria il tono è decisamente più leggero, visto che Elspeth è morta, giovane, sì, ma di cancro, non di morte violenta, ma anche quasi troppo irreale fino a sfiorare il grottesco.
Un’ultima nota sul prezzo. In molti pensano che 20 € siano troppi se si confrontano con i prezzi dei grandi classici, oggi anche attorno ai 10 €, ma l’unica edizione attualmente in commercio di questo romanzo è quella di Mondadori e non si tratta di un’edizione economica o tascabile: consta infatti di copertina rigida e sovraccopertina (peccato per l’immagine, inguardabile). Se desiderate spendere meno, dovete cercare qualche offerta o sperare che il romanzo divenga un best seller (un classico lo escluderei) e aspettare che ve venga prodotta un’edizione economica. Non bisogna fare l’errore di valutare il costo di un libro per il suo contenuto, altrimenti, secondo questa logica, i grandi capolavori della letteratura dovrebbero sempre costare molto! Nella realtà dei libri accade il contrario: solitamente una nuova opera esce con un prezzo medio-alto per poi uscire anche con edizioni di fascia medio-bassa.

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