lunedì 16 novembre 2009

Economia Emotiva

Il libro che ho letto nella settimana appena trascorsa si intitola Economia Emotiva – Cosa si nasconde dietro i nostri conti quotidiani – di Matteo Motterlini.
Premetto che sono solita leggere romanzi e solo saltuariamente saggi, a meno che non trattino argomenti letterari o filosofici. Economia Emotiva è un saggio scientifico e in quanto tale ha per me il sapore della sfida. Ho la maturità classica; matematica, fisica, statistica ed economia sono dei buchi neri, non tanto perchè non li comprenda, ma perchè ho dedicato loro davvero poco tempo e attenzione a favore delle materie umanisitche. Non è la prima volta che cerco di saggiare i miei limiti confrontandomi con argomenti che esulano dalle mie aree di maggiore conoscenza. Nonostante le mie lacune, devo ammettere che non ho avuto difficoltà a leggere e comprendere quanto esposto dall’autore. Motterlini ha scritto per farsi comprendere, non per compiacersi delle proprie teorie. Non a caso è un insegnante (di Economia Cognitiva e Filosofia della Scienza presso l’Università Vita Salute del San Raffaele di Milano).
Lo scopo del libro è farci raggiungere una maggiore consapevolezza dei nostri processi cognitivi grazie ad esperimenti, test e rompicapo, affinchè la conoscenza dei nostri limiti ci renda più avveduti nelle decisioni che prendiamo quotidianamente. Il libro è diviso in tre parti.
La prima si intitola ‘Irrazionalità Quotidiana’ e spiega tra l’altro che tendiamo a fare un un diverso utilizzo del denaro a secondo di come ne siamo venuti in possesso, cioè se si tratta di denaro guadagnato, regalato o vinto. Inoltre Motterlini ci illustra la Prospect Theory ovvero la Teoria delle Decisioni dell’uomo della strada che valse a Kahneman il premio Nobel per l’Economia. Tale teoria spiega come siamo avversi al rischio nell’ambito delle vincite ma propensi al rischio nell’ambito delle perdite, pur di evitarle e contenerle, dal momento che esse ci feriscono molto di più di quanto non ci gratifichino le vincite. Inoltre prendiamo decisioni anche diametralmente opposte a secondo di come ci viene sottoposto un problema, se in termini positivi (preferisci un maglione puro cachemire all’80%?) o negativi (o un maglione misto lana al 20%?).
Nella seconda parte, ‘Conosci Te Stesso’, scopriamo la trappola della sicumera, cioè dell’innata e assoluta fiducia in se stessi che spesso ci porta ad attribuirci competenze e capacità superiori a quelle che effettivamente abbiamo e ad attribuire alla sfortuna i nostri insuccessi. In particolare viene osservato l’effetto della sicumera in ambito finanziario con gli effetti devastanti che comporta per piccoli e grandi investitori.
La terza parte ‘Decisioni, Emozioni e Cervello’ si avvale della neurobiologia per spiegare come le decisioni derivano dalla mediazione e cooperazione fra due aree cerebrali distinte che corrispondono a due diversi processi: la corteccia prefrontale dorsolaterale, associata a compiti cognitivi razionali, e l’insula, associata a stati emotivi. Il giro del cingolo anteriore è invece implicato nel selezionare e dirimere i conflitti cognitivi tra le due. A fronte dunque di un problema da risolvere si attiveranno le due aree e due diversi processi: processi automatici , veloci ed efficienti, che non costano sforzo, intuitivi ma approssimativi e fuorvianti da un lato e dall’altro processi cognitivi, deliberatamente attivati, lenti ma flessibili, che richiedono impegno e memoria di lavoro.

Le persone razionali non sono quelle che non provano emozioni ma quelle che le sanno regolare meglio.
Gli individui razionali sono coloro i quali hanno una rappresentazione mentale più precisa e più raffinata dei propri condizionamenti emotivi e dei propri processi cognitivi. E la cui corteccia prefrontale è in grado di integrare e modulare tali informazioni adattandole a seconda delle circostanze.

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