mercoledì 11 novembre 2009

Louis Vuitton Core Values Campaign

Sfogliando alcune riviste, mi sono più volte imbattuta in una campagna pubblicitaria che ha da subito attirato la mia attenzione. Si tratta di una delle campagne pubblicitarie della Louis Vuitton’s Journeys. Il tema della serie è appunto il viaggio in tutte le sue accezioni, da quello in senso proprio, al viaggio interiore, all’avventura. Gli scatti sono firmati dalla celebre fotografa Annie Leibovitz. Nel 2007 Catherine Deneuve fu immortalata in una stazione ferroviaria seduta su un set di valigie (Sometimes home is just a feeling), seguirono Steffi Graf e Andre Agassi abbracciati a letto (Is there any greater journey than love?), Sophia e Francis Ford Coppola fotografati nella campagna argentina (In ogni storia c’è un meraviglioso viaggio), Keith Richards dei Rolling Stones (Some journeys cannot be put into words), Mikhail Gorbačëv seduto in una limousine che passa davanti a quel che resta del muro di Berlino (A journey brings us face to face with ourserlves), Sean Connery sulla spiaggia vicino alla sua casa alle Bahamas (There are journeys that turn into legends). Nello scatto a cui mi riferisco, Annie Leibovitz ritrae tre astronauti: Jim Lovell, comandante dell’Apollo 13, Buzz Aldrin, il primo a mettere piede sulla Luna nel 1969, nell’ambito della missione Apollo 11, e Sally Ride, la prima donna ad andare nello spazio. I tre sono fuori da un’auto, Sally seduta sul cofano, Buzz e Jim in piedi con le portiere aperte, tutti con il corpo proteso e lo sguardo che corre al cielo.
La campagna, uscita in Luglio, è volutamente coincisa con il quarantesimo anniversario dal primo allunaggio, che si è festeggiato il 20 luglio. Questa volta si parla dunque di un Journey Beyond, suggellato dalla frase Some journeys change mankind forever.
Se c’è un argomento che mi ha sempre affascinato è l’astronomia. Credo che la ragione risieda nel fatto che studiare stelle, pianeti e galassie in modo scientifico consente di ridimensionare la nostra miope prospettiva terrena e di attribuire il giusto peso alle cose. In più di una circostanza mi è capitato di ritrovare la calma e la serenità chiedendomi che peso hanno le mie tribolazioni nell’economia dell’universo. Può forse il nostro dolore turbare il volo degli uccelli nel cielo o impedire alla luna di influenzare le maree? Il giorno e la notte non continuano forse ad alternarsi incuranti del fatto che una persona non ci sia più?
E inoltre siamo noi a trovare malinconico un tramonto o angosciante una tempesta. Le cose sono sempre solo cose.
Da queste riflessioni, il cielo stellato di Annie Leibovitz mi ha infine portato, con un volo pindarico, alla Critica della Ragion Pratica di Kant e al suo celebre aforisma
‘Il cielo stellato sopra di me e la legge morale dentro di me’

Non ci sarà mai Annie Leibovitz a ritrarmi, ma in fondo io vivo proprio così, con sguardo e pensiero rivolti al cielo per continaure a camminare sulla terra.

louisvuittonjourneys.com

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